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Dozza, un piccolo antico borgo medievale, è stata tra i primi trenta Comuni italiani a fregiarsi del marchio Borghi più Belli d’Italia. Il Club dei Borghi più Belli d’Italia è un’associazione nata nel 2004 su impulso della Consulta del Turismo dell’Associazione dei Comuni Italiani (ANCI) con l’intento di valorizzare il grande patrimonio di Storia, Arte, Cultura, Ambiente e Tradizioni presente nei piccoli centri italiani.

BIENNALE DEL MURO DIPINTO

La Biennale del Muro Dipinto, nata negli anni sessanta, ha regalato a Dozza una galleria a cielo aperto, sempre disponibile alla visita, senza orari di apertura o biglietti d’ingresso. La galleria propone, sui muri delle case, affreschi e rilievi a testimonianza permanente degli artisti invitati ogni due anni.
Il Muro Dipinto ha materialmente caratterizzato le facciate delle abitazioni del centro storico, le pitture murali sono in stretta simbiosi con la storia, l’atmosfera, i profumi dell’antico borgo e del dolce paesaggio collinare circostante. Sui muri di questo borgo, attorno alle finestre, ai portoni, alle botteghe squillano o s’accordano le tinte dei dipinti.
 
 
Perchè visitarla
 
A Dozza, l’arte si fa paesaggio urbano ed arreda i muri delle case, le strade e le piazze, inondando di luce e stili diversi ogni angolo ed aprendosi a squarci di colori improvvisi. Si tratta di un vero e proprio museo a cielo aperto, in cui si possono ammirare oltre un centinaio di opere realizzate da nomi prestigiosi dell’arte contemporanea. All’interno della Rocca sono conservati gli affreschi e i bozzetti delle opere su muro esposti nel Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto. 
 
Quando andarci e cosa vedere

Il periodo migliore per visitare Dozza è sicuramente da maggio a settembre, per unire l’occasione della visita al borgo con la partecipazione ad eventi come la “Festa del Vino” e la “Nuova Biennale del Muro Dipinto”.

Il suo centro storico, dalla caratteristica forma a fuso, conserva intatto l’originale tessuto edilizio di stampo medioevale, e la possente Rocca Sforzesca, posta all’apice del paese si armonizza perfettamente con il resto dell’abitato, che segue il tracciato delle antiche mura.

Successivamente trasformata nel signorile Palazzo Malvezzi Campeggi, la maestosa Rocca fu voluta da Caterina Sforza, che la riedificò alla fine del XV secolo sulle precedenti rovine di fortezze bolognesi del 1250 ca. I bolognesi Campeggi la trasformarono da edificio puramente militare in palazzo signorile sul finire del ‘500. La Rocca passò in seguito, per via ereditaria, alla famiglia Malvezzi-Campeggi che vi dimorò fino al 1960.

Da visitare gli appartamenti del piano nobile, il salone, i salottini e le camere da letto, la cucina, le prigioni, le stanze di tortura, i camminamenti sulle torri. Al secondo piano si trovano il Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto e la Collezione Mascellani, mentre i sotterranei ospitano l'Enoteca Regionale dell' Emilia Romagna.

Nel centro storico, al quale danno colore e atmosfera i muri dipinti, meritano inoltre una visita la Chiesa prepositurale di S. Maria Assunta in Piscina, edificata nel XII sec. sui resti di una precedente chiesa romanica - contiene una tavola del 1492 di Marco Palmezzano -, il Rivellino, dentro il quale è ricavata la porta settecentesca di accesso al borgo, e la Rocchetta di origini trecentesche.

Da non perdere
 
Non si può lasciare Dozza senza aver visitato l’Enoteca Regionale. Situata nei suggestivi sotterranei della Rocca Sforzesca, si trovano esposte, e in vendita, oltre 800 etichette selezionate. Il percorso è organizzato secondo il criterio degli abbinamenti con i cibi. I locali ospitano inoltre un wine bar per degustazioni guidate da sommeliers professionisti. 
 
Sulla tavola

Dalle tagliatelle ai garganelli, ai tortelli di ricotta alla salvia, qui la pasta è fatta rigorosamente con la sfoglia tirata a mano. Tra i secondi dominano le carni ai ferri, come fiorentina e castrato. Immancabile la piadina, da abbinare con formaggi molli, come il freschissimo squacquerone, e gli ottimi salumi. In fatto di vini la scelta è ricca, regna tra i rossi il Sangiovese DOC e fra i bianchi l’Albana DOCG. Dozza è attraversata dalla Strada dei Vini e Sapori Colli d’Imola.

Per tenersi in forma

Il ciclista più appassionato può percorre la Vallata del Santerno, del Sillaro e la Val Sellustra, immerso nel paesaggio, e partecipare dello spettacolo che la natura offre. A 15 Km di distanza si trovano lo stabilimento termale di Castel San Pietro Terme e il Golf Club “Le Fonti", un bellissimo campo da golf a 18 buche nell’affascinante Valle del Sillaro. 

Appuntamenti di rilievo
Da non perdere, nella terza settimana di settembre la Biennale d’Arte Contemporanea “Muro Dipinto”. Nata nel 1960, sulla falsariga di rassegne di pittura “estemporanea” e sulla tradizione italiana del muro dipinto, gli artisti dipingono a diretto contatto con il pubblico e in relazione con il contesto urbano. 
 
Nei dintorni

A 25 km di distanza a Castel del Rio, lungo la Valle del Fiume Santerno, si trova Il fortificato Palazzo Alidosi (XVI sec.), che racchiude il rinascimentale "cortiletto delle tre fontane". Al suo interno si può visitare il Museo del Castagno ed il Museo della Guerra, con oltre un migliaio di reperti bellici delle due guerre mondiali. Il piano interrato ospita la Cantinaccia, un luogo di accoglienza turistica, vendita, degustazione dei prodotti del territorio. Il vicino Ponte Alidosi, autentico capolavoro di ingegneria civile proclamato monumento nazionale nel 1897, possiede una struttura a schiena d’asino con un’unica arcata di 42 metri ed una freccia di 19 metri.

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